NOTA ALLA CIRCOLARE N.8 DEL 6 MARZO 2013 SUL TEMA DELL’INCLUSIONE

viewImage.action.phpIl ministro della Pubblica Istruzione, Profumo, con la direttiva del 27 dicembre 2012 ha inteso “regolarizzare” situazioni rimaste fino ad oggi un poco ai “margini” della scuola dando “visibilità” a un mondo rimasto per troppo tempo “sommerso”.

E’ ormai noto a tutti gli operatori della scuola che gli alunni BES rappresentano un problema educativo di grande rilevanza sociale; la recente circolare del Miur, n. 8 del 6 marzo 2013 (scarica il documento), fornisce indicazioni alle scuole circa l’applicazione della succitata direttiva affinché anche gli alunni BES entrino subito a tutti gli effetti nel sistema.

I Bisogni Educativi Speciali di cui parlano sia la Direttiva sia la Circolare sono riferiti non solo agli alunni “certificati”, ma anche e soprattutto a quelli con «svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse». Per gli alunni appartenenti a culture “altre” la circolare sollecita gli insegnanti ad «adottare strumenti compensativi e misure dispensative (ad esempio la dispensa dalla lettura ad alta voce e le attività per le quali la lettura è valutata, la scrittura veloce sotto dettatura ecc.)». Prosegue, affermando che «È compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni».

La circolare (richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge 53/2003) precisa che la Direttiva estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, però l’individuazione degli alunni BES non è legata ad apposita certificazione come è previsto per quelli diversamente abili o con DSA, ma all’intervento dei consigli di classe (team docenti nella primaria) che redigono un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee ed i criteri di valutazione dell’ apprendimento.

Questa decisione del Ministro, sicuramente positiva sotto l’aspetto umano ed educativo, ha destato perplessità circa la sua legittimità in quanto si è fatto ricorso alle leggi speciali (la 104 per l’handicap e la 170 sui DSA) per estendere anche agli alunni BES le provvidenze da esse previste. A proposito dei “pro” e dei “contro” questa decisione e della relativa ricaduta sulla scuola consultare i siti: www.edscuola.eu/wordpress ; www.superando.it › Studio.

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